PERUGIA, 16 LUG - Mettere in campo "una reazione per far capire che i tagli del governo sono sbagliati e che un'alternativa esiste": è il pensiero del segretario regionale del Partito democratico umbro, Lamberto Bottini, all'indomani della fiducia incassata ieri al Senato dalla manovra correttiva dei conti pubblici. Stamani Bottini, affiancato dal capogruppo del Pd in consiglio regionale, Renato Locchi, ha espresso - in una conferenza stampa - la posizione del partito, sostenendo che la via della "riorganizzazione del sistema regionale in vista di una maggiore efficienza è già stata intrapresa, ma nessuno deve illudersi che ciò basterà a compensare le risorse che l'Umbria si appresta a perdere".
Per questo, "il Pd sarà in piazza non solo per contrastare l'impostazione politica, economica e sociale della manovra, ma anche per fare proposte". E nel periodo estivo, ha detto il segretario, "le forze del Pd saranno a disposizione dei cittadini per convogliare positivamente le loro aspettative e per porsi al centro di una coalizione capace di contrastare un governo che declassa le capacità competitive del Paese".
"Vogliamo essere il partito che con più attenzione degli altri guarda ai problemi delle nuove generazioni, tra cui sta emergendo un'enorme fascia di individui senza diritti a causa di una flessibilità usata solo per alimentare il precariato", ha sottolineato in particolare Bottini. Per l'Umbria, a fronte di tagli che "si scaricano sui livelli più vicini ai cittadini, colpendo coesione sociale, trasporti, viabilità, fondi per l'ambiente e regime di aiuti alle imprese", si profila soprattutto "l'enorme interrogativo dei fondi Fas, legati al finanziamento del Piano di sviluppo rurale e di altri settori".
A livello regionale si tratta quindi di "portare avanti gli impegni già contenuti nel programma di governo del Pd in tema di razionalizzazione del sistema istituzionale per rafforzare l'efficienza della pubblica amministrazione e tornare a ragionare, contrariamente a quello che il governo sta facendo, in termini di sviluppo". Se un gruppo di lavoro per le riforme é già al lavoro all'interno del partito, e continuerà a concentrarsi sulla riforma endoregionale, ripensando il sistema di organismi come comunità montane, Ati e Gal, il segretario ha lanciato un messaggio chiaro: "Chi pensa che la manovra si possa controbilanciare con interventi da parte delle regioni e degli enti locali commette un grave errore, perché gli sforzi richiesti sono insostenibili e anche incomprensibili a fronte del contributo ridicolo del livello centrale".
Questa la consapevolezza che il Pd si propone di risvegliare "nelle forze politiche, sociali ed economiche finora reticenti verso la manovra", ha confermato anche il capogruppo Locchi, ricordando che, ieri, i gruppi di maggioranza hanno chiesto alla presidente della Regione Marini "un consiglio regionale straordinario per l'esame della manovra e soprattutto delle sue ricadute, un consiglio che si terrà a breve". Locchi ha affermato che in Regione sarà avviato "un percorso teso a recuperare risorse, pur insignificanti rispetto a quelle che andranno perdute". Al momento, oltre alla semplificazione in materia di gestione delle acque, col passaggio da quattro Ati a uno, "proposta che sta maturando all'interno della giunta regionale, ma che non consentirà reali risparmi visto che gli Ati hanno già un costo pari a zero", sul tavolo resta in particolare la riforma delle comunità montane, rispetto a cui, ha avvertito Locchi, "bisognerà fare attenzione a non cambiare nome alle cose lasciando immutata la sostanza". Il riferimento é stato alle diversificate situazioni di bilancio degli enti in parola, visto che, ha esemplificato Locchi, "nel Ternano si presentano situazioni fortemente debitorie". (ANSA)
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