SUL 'POPULISMO LOCALE'

Il populismo esiste anche a livello locale. E' fatto di scelte, comportamenti e messaggi di forze politiche, amministratori pubblici (soprattutto Sindaci e Presidenti di Regione), protagonisti della vita economica e sociale. Subito si pensa alla Lega ma non è solo quello. Le mille sindromi Nimby, usate da Comitati e da politici; la Regione del Nord che non accoglie i rifiuti di Napoli; il Sindaco che non vuole nemmeno un rom – uno di numero – nel suo territorio; la proliferazione di progetti di aeroporti, centri congressi, emodinamiche a pochi km di distanza; la competizione tra Camere di Commercio, agenzie di promozione, università decentrate; la gara a chi fa più 'Notti bianche', o rosa, blu... E' l'interazione tra differenti attori, non l'effetto di una sola forza. Una 'sfera concettuale e comportamentale' che coinvolge il territorio. Il concetto di sfera fa pensare alla possibilità che si tratti di una 'bolla'. Ma di questo parleremo in conclusione di articolo.
IL PD RESTA AL CENTRO DELLO SCACCHIERE POLITICO

Intervista al Segretario Bottini, pubblicata sul Corriere dell'Umbria di domenica 13 maggio - PERUGIA – Segretario Bottini, il risultato delle elezioni di domenica non è stato esaltante per il centrosinistra umbro. E’ stata riconquistata Bettona, ma a Todi il vostro candidato è costretto al ballottaggio avendo di fronte un sindaco uscente che aveva subito una scissione nella compagine che lo sosteneva. A Deruta avete perso con una coalizione unita, nella precedente sconfitta era divisa. Si può davvero stappare lo spumante? “In Umbria come in tutte le altre regioni c’è un’evidente affermazione del centrosinistra e del Pd che di fatto resta ormai l’unico partito a dimensione nazionale. Dei Comuni al voto, alcuni erano governati dal centrodestra, uno di questi è stato riconquistato e a Todi Rossini è decisamente avanti rispetto al sindaco al primo mandato. Non ha vinto per pochi voti. Adesso dobbiamo lavorare con tutti i cittadini per vincere il ballottaggio. Quindi i dati sono positivi in un quadro che vede in Umbria, come altrove, un ridimensionamento molto forte del Pdl. E’ stata ovunque riconfermata la fiducia nei governi di centrosinistra”.
LA CAMERA: SÌ ALLE QUOTE ROSA PER GLI ENTI LOCALI
Un applauso dai banchi di Pd e Idv, e finalmente la Camera dice sì. Passa la legge sulle quote rosa, per promuovere l’effettiva parità dei sessi negli organi elettivi di Comuni, Province e Regioni, ma anche nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni. 372 sì, 21 i no e 48 astenuti (prevalentemente leghisti) per il testo che ora passa al Senato.
Una «piccola rivoluzione» varata «grazie all’impegno del Pd», rivendica il capogruppo pd a Montecitorio, Franceschini. E non sono in pochi a parlare di un passo storico.
La legge prevede che nei Comuni fino a 5.000 abitanti sia assicurata nelle liste la rappresentanza di entrambi i sessi. In quelli più grandiè prevista una quota di lista, in virtù della quale nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi del totale dei candidati, pena la non validità della lista. Viene poi introdotta la doppia preferenza di genere: al momento del voto si potranno esprimere due preferenze, ma solo se si tratterà di un uomo e una donna. I sindaci, infine, dovranno garantire nelle giunte la presenza di entrambi i sessi. Nelle commissioni di concorso, alle donne dovrà essere riservato almeno un terzo dei posti.
IL PD PERNO DELL'ALTERNATIVA
«Il candidato premier tocca a noi. Il Pd vuole allargarsi e aprirsi, il centrosinistra non è sufficiente per governare. Noi puntiamo a un patto di legislatura più ampio. Ma la guida la proporrà il Partito democratico». Preoccupato perla situazione italiana, triste per la morte di Cevenini. Ma Pier Luigi Bersani, dopo il voto amministrativo, vede il traguardo. Con tutta la consapevolezza di un sistema quasi al collasso.
Di seguito l'intervista....
SICUREZZA, BOTTINI: “NO A FACILI RICETTE, SERVE UN’AZIONE PIU’ INCISIVA”

Quanto accaduto la notte scorsa nel centro storico di Perugia è intollerabile e si aggiunge ad altri fatti gravi e intollerabili che hanno ferito profondamente la città e devono rafforzare le azioni necessarie a prevenire e scongiurare simili episodi. In un momento così complesso e faticoso sentiamo il dovere di esprimere vicinanza alla difficile attività dell’amministrazione comunale, che va accompagnata nel suo sforzo di affrontare una tematica, quella della sicurezza e della vivibilità, su cui spesso non si hanno sufficienti strumenti e risorse ma che l’amministrazione perugina ha dimostrato di mettere in testa alla sua azione di governo con onestà e impegno. Di fronte a un fenomeno di tale complessità serve, ora, contenere le tentazioni di proporre facili ricette e dare vita, invece, a un’azione ancor più incisiva, che dovrà vedere sempre più le istituzioni impegnate organicamente nella stessa direzione, insieme alle forze di polizia che hanno competenze in merito, per RESTITUIRE A PERUGIA UNA DIMENSIONE PIÙ SICURA. Abbiamo sempre sostenuto come un valore la coesione sociale e l’integrazione ma sempre più questo deve passare per il rispetto delle regole e per accentuare la durezza nel reprimere atti criminosi.
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